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La figura di Franz Liszt è sempre stata considerata dall’opinione pubblica musicale come più consona al coro degli "outsiders", piuttosto che al canone dei grandi compositori. Non si discutono la sua fama di sommo strumentista ed i suoi meriti di inventore di pianismo, ma non si riescono a definire i confini della sua opera di compositore se non come precursore della musica del Novecento. Nel 2009, alle soglie del bicentenario della sua nascita, Liszt è ancora un compositore semisconosciuto. Paradossalmente la storia, che fa sempre giustizia delle opinioni frettolose o viziate legate alla cronaca, nel caso di Liszt non è riuscita a cancellare le invidie, gli equivoci, i pregiudizi che hanno accompagnato il suo cammino terreno. Nonostante una nutrita pattuglia di musicologi abbia speso importanti argomenti e studiato a fondo la figura e l’opera di Liszt, ci ritroviamo ancora oggi ad ascoltare un modestissimo numero di sue composizioni, ignorando la più parte di esse. Ascoltiamo pianisti che si avvicinano alla musica di Liszt con totale mancanza di preparazione culturale ed estetica, nella convinzione che eseguire Liszt serva soltanto, o quasi, a mostrare la propria abilità digitale; con risultati di gusto sconcertante. Tutto questo per dire quanto sia necessaria una svolta nella ricezione e nell’interpretazione della musica di Liszt.
La Società Liszt, che nasce come costola dell’American Liszt Society e che ad essa fa riferimento, si propone di lavorare in questa direzione. In particolare, la Società Liszt proverà a sottolineare quanto la figura e l’opera del compositore ungherese siano legate al nostro Paese, e per vicende biografiche, e per profondi legami religiosi e per complessi collegamenti con la nostra arte. Si parla a ragione del cosmopolitismo di Liszt, della sua educazione viennese, del suo intenso contatto con la cultura francese, del suo amore per l’Ungheria, della sua interazione con la musica tedesca. Ma spesso si dimentica quanto Liszt abbia avuto dall’Italia e quanto a sua volta abbia donato. Ci siamo attribuiti il compito di valorizzare questo legame misconosciuto e lo affronteremo con varie iniziative soprattutto sul versante della divulgazione concertistica, nella speranza che le nostre sollecitazioni risveglino nelle nuove generazioni di pianisti e direttori d’orchestra l’interesse ed il desiderio di approfondire la conoscenza della grandissima personalità di Franz Liszt.